Pro Loco Tavernerio





   Prima di partire guarda che tempo fà !





















Il sentiero del Ponte dei Bottini era la vecchia via del tram  che collegava Como a Lecco, via Erba, era stata inaugurata nel 1911 e, nel 1955, fu dismessa per fare posto ai moderni pullman di linea. Il vecchio percorso è oggi percorribile a piedi partendo da Camnago Volta (Comune di Como) e Solzago (Comune di Tavernerio). Dopo il crollo, sempre nel 1955, del ponte dei Bottini (che consentiva di attraversare l'omonimo torrente), i due tronchi della vecchia linea non sono più collegati. La posa del nuovo ponte dei Bottini, eseguita alla fine del 2001, consente di inaugurare un nuovo percorso pedonale, in collaborazione con il Comune di Como, del "Parco naturale della valle del Cosia".
Il sentiero ciclo/pedonale del Ponte dei Bottini, che unisce la località di Camnago Volta a quella di Solzago, è di facile esecuzione ad ogni età.
E' accessibile da via San Bartolomeo a Solzago e da via della Pila a Camnago Volta.
Passando per il bosco, il sentiero offre suggestive sensazioni e permette di trovare, durante le calde estati, un'oasi di ombra e pace, soprattutto in prossimità della radura adiacente allo storico ponte, lì si possono trovare caratteristiche panche di legno dove sedersi per riposare, per fare un fantastico (ed educato) picnic, o per godersi semplicemente la natura, cullati dal suono della piccola ma splendida cascatella che, un ripido affluente del torrente Cosia, con le sue "marmitte dei Giganti" scavate dall'azione vorticosa dell'acqua, ci offre.

Nel mese di Novembre, l'associazione Pro Loco Tavernerio, in collaborazione con la Città Possibile di Como ed Il Baule dei Suoni, è solita organizzare in questo splendido luogo la castagnata. Nella stessa occasione è possibile assaporare oltre alle castagne, un'ottima polenta che viene cucinata in loco, direttamente sul fuoco, in caglieri di rame.
Un ottimo vin brulè infine provvederà a riscaldare corpi e anime.

Tramvia
           



Ponte dei Bottini

Sentiero

Marmitte dei Giganti













Il simbolo della Pro Loco Tavernerio è l'antica chiesa di San Fereolo, affacciata sulle sponde del torrente Tisone. Posta al  confine fra Tavernerio e Solzago, è facilmente raggiungibile da via Primo Maggio. Difficile datare la storica chiesetta: le prime fonti che la citano sono del XVI secolo, ma fanno riferimento agli affreschi delle sue pareti interne risalenti al secolo precedente.
La storia di San Fereolo è racchiusa in due storie, una scritta ed una orale. La prima lo descrive come un legionario romano, vissuto al tempo dell'imperatore Diocleziano, vittima delle cruente persecuzioni a danno dei cristiani, nell'anno 304 dopo Cristo, in Gallia, nell'attuale città di Vienne.
La sua carica di tribuno militare ne aggravò lo strazio e fu così che dapprima i suo arti furono lungamente stirati. Minato dalla terribile sofferenza, fu successivamente frustato e poi gettato in catene in un'oscura cella. Le catene furono però spezzate dall'Altissimo, che aprì anche le porte della segreta, e così San Fereolo, seppur molto sofferente, potè fuggire, cercando rifugio in aperta campagna. Nel corso di un guado fu tuttavia raggiunto dai legionari che lo catturarono e decapitarono il 18 settembre 304.
Secondo la tradizione orale, il santo, la cui devozione nel Comasco è legata all'arrivo dei guerrieri franchi al seguito di Carlo Magno, era invece un capo di briganti e assassini che, dopo essersi pentito delle sue efferate imprese, cercò nella valle del Cosia un luogo dove dedicarsi alla meditazione e pentirsi delle sue malefatte.
I suoi compagni lo cercarono a lungo e, quando lo trovarono lungo le sponde del torrente che nasce dal Bollettone, cercarono di riportarlo sulla strada della perdizione. Ma l'ex malfattore non volle sentire ragioni e fu ucciso, sempre il 18 settembre 304. Il barbaro assassinio avvenne, secondo la credenza popolare, proprio nel luogo ove oggi sorge la chiesa, mentre la pietra rossiccia ricorda ai viandanti il martirio del brigante oramai redento.



Chiesa di San Fereolo

La campana della chiesa

Il Tisone sotto la chiesa








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